Testimonianze
Rocco Romano
Edicolante

La colazione è sacra, anche a Potenza, dove puoi trovare bar aperti di buon’ora e accompagnare a caffè e cappuccino ottimi dolcetti e cornetti rigorosamente artigianali. Rocco Romano gestisce l’edicola di famiglia, nella centrale piazza Matteotti. Sotto i suoi occhi si accendono le prime luci del giorno, è uno dei primi ad assistere al silente risveglio della città, che racconta così.

Da quanto tempo esiste la sua edicola? Da circa sessant’anni. Io l’ho ereditata da mio padre, a sua volta subentrato a mio nonno, che ha cominciato come strillone.

Com’è il risveglio della città? Va detto che fino a dieci anni fa c’erano gli uffici e tanta gente che arrivava, il vero centro di Potenza era questo, piazza Matteotti. La giornata aveva inizio alle cinque, oggi il mio primo cliente arriva alle sette, l’impiegato che lavora fuori dal centro, residenti molto mattinieri…

Come sono i potentini? Cordiali e socievoli. Può darsi io sia fortunato, ma incontro persone piacevoli con cui scambiare le prime parole, commentando i titoli dei giornali o la notizia del giorno. Capita anche di fare colazione insieme in uno dei tanti bar di via Pretoria.

Le passano sotto gli occhi tanti titoli. Qual è stato il più significativo? Il titolo del Mattino “Fate presto”, dopo il terremoto del 1980, che identifica davvero il dramma che ha subito la nostra città. Anche perché da allora la storia e la vita di Potenza, e non solo, sono cambiate radicalmente.

Capita di certo che qualche visitatore le chieda cosa vedere in città. Qual è la sua risposta? Il Museo archeologico nazionale, a palazzo Loffredo, le tante chiese – a me piacciono molto quelle di San Francesco e San Michele – e poi le porte antiche rimaste: San Gerardo, San Giovanni e San Luca. E via Pretoria che con i suoi vicoli esercita un certo fascino.

Se le chiedessero qual è la peculiarità della città, cosa risponderebbe? È tranquilla, i bambini possono giocare in libertà.

Cosa cambierebbe se la sua edicola fosse in un’altra città? Non posso negare che in questo momento di crisi in un’altra città, magari più grande, avrei un vantaggio economico non indifferente. Ma cambierebbe tutto se penso alla dimensione affettiva. La mia è un’edicola storica, altrove perderebbe il significato e il valore che ha.

Sfoglia le testimonianze
PRECEDENTE
Conduttore televisivo
SUCCESSIVA
Chef
esplora tutte le interviste