Testimonianze
Kelly Roberts
Ballerino

Quella del ballo, si sa, è una passione, per molti una “febbre del sabato sera”. A Potenza e nei suoi immediati dintorni puoi scegliere tra numerose scuole e sale da ballo che promuovono la danza sportiva a livello amatoriale e agonistico, e non solo di sabato! Abbiamo incontrato Kelly Roberts che, nato a Brooklyn, a soli quattro anni si trasferisce con la famiglia a Miami, per poi decidere di venire a vivere a Potenza con la moglie, potentina. In città Kelly è noto per aver introdotto la moda dello zumba.

Cos’è lo zumba? Una disciplina per stare in forma. Rientra nelle attività del fitness ma noi, più che altro, attraverso lo zumba balliamo. Nelle lezioni gli istruttori zin usano all’80 per cento musica latino americana, dal reggaeton al merengue, fino alla salsa. Ma lo zumba si può ballare con ogni ritmo, io uso molto l’hip-hop o la pizzica.

Sei consapevole di aver rivoluzionato il modo di ballare dei potentini? Sì, ma non voglio sembrare egocentrico. È una novità adatta a questa città, perché l’ha subito fatta sua. Io organizzo attività nuove mai pensate a Potenza, come i flash mob in via Pretoria, sotto il ponte Musmeci o nei centri commerciali. Questo mi fa stare bene perché ho la sensazione di lavorare per far divertire la gente.

Da Miami a Potenza: un viaggio di sola andata. Come arrivi qui? Lì dirigevo un’agenzia di organizzazione di eventi. Un lavoro stressante ma gratificante. Poi ho conosciuto mia moglie, potentina, durante un corso di lingua in Inghilterra. Ci siamo innamorati e abbiamo deciso di convivere a Miami, ma a lei mancava molto la famiglia, ed eccomi qui. Ho cominciato ad insegnare inglese, quindi ho conseguito l’abilitazione come insegnante di zumba che poi è diventato il mio lavoro.

Che impatto hai avuto con la città? Sono arrivato a maggio, faceva caldo ed è stato bellissimo, poi con l’inverno non nego di aver provato un po’ di malinconia, non ero abituato al freddo potentino. Ma lo zumba mi ha aiutato, divertirmi e divertire mi ha fatto superare il momento di difficoltà. La gente ha cominciato a riconoscermi per strada manifestando molto affetto. Lo zumba ha aperto le menti dei potentini e io mi sono sentito parte della città.

Cosa ti piace di Potenza? Oggi posso dire le persone. Non tutte, certo, qui percepisci molto l’invidia nei confronti di chi porta una novità, ma la maggior parte dei potentini è davvero amabile. Considero i miei corsisti “la mia famiglia”, senza di loro non mi sarei adattato così bene.

E il tuo spazio preferito in città? Il ponte Musmeci. Per me è come un ponte di New York, è bellissimo e penso che i potentini stessi non gli diano il giusto valore. Quando ho bisogno di pensare o provare i miei balli vado lì.

Lasceresti Potenza per un’offerta di lavoro altrove? Dovrei pensarci bene. Sono troppe le persone che non vorrei lasciare.

Come descriveresti Potenza a chi la conosce per la prima volta? Chi vuole scoprire un luogo italiano autentico deve venire qui, perché Potenza è un posto speciale non solo per quello che offre o si vede, ma anche perché conserva il valore delle tradizioni.

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