Testimonianze
Don Gerardo Messina
Sacerdote

Consacrata all’arte, al sacro e al suo passato, Potenza offre un viaggio nelle sue chiese tra le architetture antiche e moderne. Questo affascinante tour rimanda al ricordo di don Gerardo Messina, giornalista, autore di diverse pubblicazioni dedicate alla città, ma soprattutto sacerdote e già parroco della cattedrale di San Gerardo, scomparso di ricente.

Come si può svelare il volto autentico di Potenza a chi viene per la prima volta? Ovunque vada, in genere, il visitatore va alla ricerca delle chiese, perché sono i monumenti più antichi e significativi, espressione non di una cultura qualsiasi ma della fede di un popolo. Chiunque arriva a Potenza chiede del duomo la cui storia è antichissima, segnata da un percorso accidentato fatto di terremoti, distruzioni e continue ricostruzioni, testimonianze di una fede che non crolla.

Cosa non si può non sapere della cattedrale di San Gerardo, dedicata al patrono di Potenza? La versione odierna è l’ultima di un’evoluzione che ha una storia antichissima. Nessuno crederebbe che questa chiesa, se si considerano le sue fondamenta, risale al IV secolo d.C. Sotto l’attuale presbiterio è stato trovato un pavimento musivo dalle caratteristiche quasi soltanto geometriche e più o meno contemporaneo a quello rinvenuto nella villa romana di Malvaccaro.

Lungo l’asse di via Pretoria si dispiega il “percorso” delle chiese. Cosa le caratterizza? Sono per lo più basiliche romaniche a tre navate così come era quella della Santissima Trinità e come appare attualmente San Michele. Tutte orientate con l’abside verso oriente, secondo l’antichissima tradizione cristiana che vedeva nel sorgere del sole il manifestarsi della luce di Cristo. Insieme al duomo esse rappresentano le più importanti realtà sacre cittadine.

Si può tracciare un itinerario? Il cerchio delle grandi chiese di Potenza è completato da quella di San Francesco. Molto importante e antica è poi la chiesa di Santa Lucia, extra moenia, nel rione Porta Salza, mentre, scendendo lungo via Mazzini, merita una visita la chiesetta dell’Annunziata, che porta verso la ben più grande basilica di Santa Maria del Sepolcro, in origine piccola chiesa di campagna abitata dai francescani a partire dal Quattrocento.

Tra i simboli della città si distingue l’edicola di San Gerardo, in piazza del Sedile. Cosa rappresenta per i potentini? Collocato sopra il Muraglione, come chiamiamo noi questo punto della cinta di difesa della città, il monumento a san Gerardo rappresenta soprattutto il sentimento di gratitudine da parte del popolo al suo patrono per la protezione assicurata a Potenza durante i moti rivoluzionari per l’unità d’Italia. Le lapidi apposte nel tempietto dicono esattamente questo. A mio parere, però, non ha nulla a che vedere con la storia di san Gerardo che caccia i turchi, i quali non sono arrivati fin qui se non come prigionieri.

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